Vorrei che questa convinzione accompagnasse il prossimo anno accademico della nostra Scuola Teologica di Base. L’équipe di coordinamento vive e opera già con questo stile e, anche per questo, li ringrazio tutti e ciascuno.
Invito docenti e discenti a sentirsi immersi nella «vita vissuta insieme» che è la Chiesa nella quale, in forza del battesimo, siamo stati innestati. Lo studio, l’approfondimento e la ricerca, seppur svolti in modo personale, sono crescita per tutta la Chiesa diocesana. Per tale ragione sono convinto che si possa affermare, facendo eco alla celebre frase di San Gregorio Magno “Scriptura cum legentibus crescit”, che la Chiesa cresce nella comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito santo grazie a chi in essa vive.
Leone XIV, nell’omelia della sua prima celebrazione con il Collegio cardinalizio, commentando il brano dell’evangelista Matteo in cui si narra la convinta professione di fede di Pietro presso Cesarea di Filippo (cf Mt 16,13-20) a tutti ha ricordato che «… siamo chiamati a testimoniare la fede gioiosa in Cristo Salvatore. Perciò, anche per noi, è essenziale ripetere: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,16). È essenziale farlo prima di tutto nel nostro rapporto personale con Lui, nell’impegno di un quotidiano cammino di conversione. Ma poi anche come Chiesa, vivendo insieme la nostra appartenenza al Signore e portandone a tutti la Buona Notizia». Alla Scuola Teologica di Base affido questo “anche come Chiesa”: tutti e ciascuno studiate, insegnate e confrontatevi sia personalmente, ma “anche come Chiesa”: in questo sperimenterete e farete crescere l’autentica corresponsabilità che ci edifica come Popolo di Dio.
Buon anno accademico.
Gualtiero Isacchi, vescovo


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